Recensione: Emperor of the Crystal Tower – Entei

Il terzo film in Giapponese si chiama: Emperor of the Crystal Tower – Entei.

Cover DVD giapponese da Pocketmonsters.net
Cover DVD giapponese

 

Anche in questo caso, la differenza più sostanziale tra la versione giapponese e quelle occidentali sta nella colonna sonora.

Il film é praticamente invariato rispetto alla nostra versione. L’unica differenza è in una scena finale: il momento in cui Spancer Hale viene liberato587860 dagli Unown. Nella versione giapponese questa scena si vede all’inizio dei titoli di coda, mentre noi la vediamo poco prima che finisca il film. Questo ha una spiegazione: in occidente si tende a lasciare le sale cinematografiche prima dei titoli di coda, quindi molti avrebbero potuto pensare che la piccola Molly sarebbe rimasta sola. Alla luce di ciò i produttori americani hanno pensato di spostare la scena.

Retroscena del film

Se per quanto riguarda le differenze tra una versione e l’altra non c’é molto da dire, in compenso abbiamo molte curiosità sui retroscena del film.

L’idea degli Unown che causavano la trasformazione di tutto in cristallo veniva dal romanzo di J.G Ballard “Foresta di cristallo”. Le due storie sono completamente diverse, ma all’autore Takeshi Shudo piacque così tanto lo scenario dipinto nel romanzo che volle vederlo trasposto sul grande schermo.

Quando Shudo seppe che Naoto Takenaka era stato scritturato come voce di Entei, ne fu entusiasta. Venti anni prima Shudo aveva scritto la sceneggiatura per la versione drama TV del popolare manga New Tonda Couple (新・翔んだカップル) e creò uno dei side character immaginandolo con la voce di Takenaka. Il ruolo alla fine venne dato a qualcun altro, perciò l’idea di poter finalmente lavorare insieme al Takenaka dopo tutti questi anni era davvero eccittante per Shudo.

Entei venne intenzionalmente caratterizzato in modo che ogni cosa che dicesse avesse un significato: lui non parla se non ha qualcosa di importante da dire. Una battuta in particolare: “Se è questo è ciò che Molly desidera…” (ミーがそれを望むなら……), fu scritta proprio immaginando Entei con la voce di Naoko Takenaka.

 

La scelta del nome originale di Molly

Nella versione giapponese Molly si chiama Mii. Durante la scelta del nome, Shudo ripensò a Amber del primo film, che nella versione giapponese si chiama Ai.

In Realtà Ai (Amber) avrebbe dovuto chiamarsi Mii, ma il suo nome venne cambiato in fase di produzione.

“Mii” era visto da Shudo come un nome molto più assertivo di “Ai” e di conseguenza egli scelse Mii perché fosse un po’ piu’ forte rispetto al personaggio di Ai. Egli affermò anche che il soprannome di sua figlia a quei tempi era “Mii”, ciò è un altro fattore che contribuì a fargli scegliere questo nome.

Il silenzioso regalo per la figlia di Shudo

Shudo aveva 45 anni quando sua figlia nacque. Quando Mewtwo Strikes Back sbarcò nei cinema la figlia aveva due o tre anni. Sarebbe stato anziano quando lei sarebbe diventata un’adulta? Sarebbe stato ancora in vita fino a quel momento? Shudo pensò poi a come ci fossero tantissimi film in circolazione sul legame tra madre e figlia, ma non così tanti che trattano il simile legame tra padre e figlia. Pensò inoltre a come non ci fosse quasi nessun film su padri che sono quarant’anni più vecchi dei loro bambini. Le precedenti fidanzate di Shudo parlavano sempre affettuosamente delle loro madri, ma quando si trattava dei loro padri il massimo che si spingevano a dire era “esiste” o qual era il suo lavoro.

Shudo pensò quindi al terzo film come a un piccolo e silenzioso regalo per la sua futura figlia adulta. Ovviamente, disse lui, nessun altro che lavorava al film seppe niente di questo durante la produzione.

La malattia di Shudo

Takeshi Shudo passò così tanto tempo a preoccuparsi delle varie relazioni nel film (la relazione tra Ash e Delia, il suo unico figlio; la relazione tra Ash, il cui padre è assente, e sua madre; la relazione tra Molly e la mamma di Ash, eccetera) che non fece effettivamente alcun progresso con la trama principale del film. Era in ritardo nella consegna della sua prima stesura del film e ciò causò un sacco di problemi allo staff che si occupava della produzione. Gli vennero date istruzioni di ignorare semplicemente i sentimenti tra Ash e sua madre per concentrarsi invece sulla parte padre-figlia della storia e sulle lotte finali contro Entei e gli Unown.

Nel frattempo, Shudo finì per ammalarsi. La battaglia finale del film, afferma Shudo, è stata effettivamente completata da lui, ma dettando cosa accadeva a sua moglie che lo trascriveva diligentemente. La moglie di Shudo commentò che nel film non si parlava abbastanza del rapporto tra Ash e sua madre. Shudo fu d’accordo, ma ammise che non c’era niente che potesse fare.

La prima stesura venne spedita con un fax all’ufficio. Shudo venne ricoverato poco tempo dopo e le cose per lui si misero così male che si pensò seriamente che sarebbe morto da un momento all’altro. Fortunatamente si rimise e fu in grado di rispondere a una chiamata del direttore del film Kunihiko Yuyama, alcuni giorni dopo. Il signor Yuyama notò che non c’era nessuna scena nel film in cui la madre di Ash capiva di essere stata rapita. Aveva probabilmente altri punti da segnalare allo sceneggiatore, ma a questo punto Shudo non se la sentì di partecipare agli incontri necessari per sistemare il copione, sia fisicamente che mentalmente; così incaricò qualcuno di finire per lui la sceneggiatura. Alla fine scelse Hideki Sonoda, visto che era uno scrittore regolare della serie, aveva lavorato a dei corti di Pikachu in passato e avendo anche lui dei bambini forse sarebbe riuscito a ideare qualcosa di simile a ciò che aveva in mente Shudo, su quale direzione far prendere al film.

Shudo non collaborò con Sonoda durante il resto della produzione. Difatti, egli seppe delle modifiche apportate alla sua sceneggiatura solo dopo aver visionato il lavoro ultimato. Shudo disse che la trama generale era più o meno uguale a quella che aveva scritto lui, ma le scene d’azione sembravano differenti da quelle che ricordava.

La differenza piu’ grande che notò era nei titoli di coda: chi era quella donna in piedi insieme a Molly e a suo padre? Shudo chiese una copia della st7897890esura finale del copione per scoprirlo (la relazione della donna con gli altri personaggi non è mai menzionata nel film) e fu sopreso di leggere che quella donna era la madre di Molly, che per tutta la durata del film era stata in ospedale! La madre di Shudo morì in ospedale dopo aver affrontato una terribile malattia, ma Shudo disse che se lei fosse stata ancora viva e se lui fosse stato nei pani di Molly, non avrebbe mai rapito la madre di qualcun altro come aveva fatto Molly. Sarebbe semplicemente andato a trovarla in ospedale come una qualsiasi persona normale. Shudo sentì che il comportamento di Molly nonostante sua madre fosse ancora viva in un ospedale, dimostrava un terribile fraintedimento.

Curiosità

> Tutti e 26 gli Unown del film hanno il loro unico e caratteristico verso.

> Ogni stanza ha il suo tema: La stanza in cui Molly lotta contro Brock è la “Stanza della Primavera” (春の部屋) e la stanza in cui affronta Misty è la “Stanza dell’Estate” (夏の部屋). La stanza dove Molly tiene chiusa la mamma di Ash si trasforma nella “Stanza dell’Inverno” (冬の部屋) dopo che lei grida quando Ash é arrivato per riprendersi sua madre.

> La villa in cui Molly vive era basata sul Duomo di Colonia in Germania (ma lo staff del film non si recò mai in Germania per un sopralluogo), in particolare sulle sue due torri gemelle. Ognuna delle torri viste nel film rappresenta una versione differente di Molly; la Molly dal mondo illusorio che lei ha creato e la Molly che si risveglia nel mondo reale.

Per concludere, ecco delle immagini allegate al bluray giapponese del film (Clicca su espandi per visualizzarle):

Link per la discussione sul furum PokémonItalianInfo

Pokénerd

About Pokénerd

Nasce in Umbria nel Giugno 1992. Si appassiona all'Anime Pokémon dagli albori in Italia e segue scrupolosamente ogni episodio. Particolarmente esperta sul protagonista Ash Ketchum, si é documentata su tutto ciò che é possibile conoscere su di lui, arrivando così a gestire l'enciclopedia online Satoshipedia.