Takeshi Shudo – il papà dell’Anime Pokémon

Il 1° Aprile del 1997 venne trasmesso in Giappone il primo episodio dell’Anime Pokémon. Se ancora oggi noi abbiamo ricordi speciali delle prime serie lo dobbiamo in particolare a una persona molto importante: Takeshi Shudo.200px-Takeshi-shudo

Shudo è stato il creatore originale dell’ Anime Pokémon e per lungo tempo lo scrittore capo. Ha anche creato le regioni di Kanto e Johto ed il Pokemon Lugia. Ma questa non è l’unica motivazione che lo rende tutt’ora un personaggio molto importante per il mondo Pokémon. Oltre alle preziose informazioni presenti nelle novel che ci ha lasciato, Shudo ha riportato su un blog i suoi pensieri riguardo alla serie animata, grazie ai quali possiamo capire meglio la visione che aveva del suo lavoro ed il suo rapporto con l’Anime Pokémon.

Shudo teneva particolarmente all’Anime Pokémon, tanto che spesso sul suo blog lamentava il fatto di non aver potuto fare abbastanza per esso e raccontava di discussioni avute con i suoi collaboratori per particolari discordanze su come sviluppare il lavoro.

Shudo, infatti, spiega che quando si trovò a dover scrivere la sceneggiatura, era fermamente deciso a non creare un anime che fosse indirizzato unicamente ai bambini; voleva qualcosa che fosse adatto a tutti e che anche gli adulti potessero apprezzare, altrimenti non avrebbe mai accettato l’incarico. Questo perché, oltre a non avere nessuna intenzione di scrivere una storia che non lo impegnasse minimamente, riteneva che una trama infantile e semplice non avrebbe suscitato l’interesse dello spettatore, che si trattasse di un bambino o di un adulto; infatti uno dei suoi primi pensieri riguardanti la sceneggiatura fu proprio questo:

“Perchè non estendere il limite di età dai bambini piccoli agli adulti? Così che le persone possano trovare piacevole l’anime anche una volta cresciute?”

È infatti per questo che gli episodi delle prime serie sono quelli ad essere arrivati con più censure in occidente, data la presenza di scene dalla comicità decisamente molto matura, che al giorno d’oggi ci fanno uno strano effetto sapendole parte dell’anime pokémon.

Image and video hosting by TinyPic

Gli episodi scritti direttamente da Shudo (come ad esempio “L’illvlcsnap-error402uminazione”, della serie The Master Quest) sono noti per essere i migliori, con una trama impegnativa e contenente dei messaggi importanti . Anche i tre film scritti da lui si distinguono per questo e infatti sono tutti caratterizzati da una tematica di un certo peso intorno alla quale ruota l’intera storia:

Nel primo film, “Mewtwo Strikes Back” si parla della clonazione (argomento di attualità a quei tempi, dato che fece molto scalpore la vicenda della pecora Dolly).

vlcsnap-error788 Il secondo film, “Pokémon 2 la forza di 1” ha come tema principale la coesistenza.

Shudo spiega anche il messaggio che ha voluto lasciare con questo film: “singolarmente non siamo sempre forti e non possiamo riuscire in tutto, ma lavorando insieme e unendo le nostre forze possiamo riuscire ad ottenere un potere molto più grande. Nel film infatti, benché Ash sia il prescelto che può salvare il mondo, é solo grazie all’aiuto di tutti che riesce a compiere questa impresa”. Per questa ragione, il titolo occidentale “La forza di uno” non rispecchia minimamente quello che é il vero messaggio del film.

vlcsnap-error139Il terzo film “L’Incantesimo degli Unown” affronta un argomento davvero molto delicato: racconta di una bambina rimasta sola, senza i suoi genitori e il suo disperato desiderio di creare un mondo tutto suo, unico modo, per lei, di tornare a vivere insieme alla famiglia.

vlcsnap-error472Non è un caso se i primi tre film sono considerati i migliori in assoluto di tutta la saga.

Shudo venne a mancare il 29 Ottobre 2010 all’età di 61 anni, a causa di un’emorragia subaracnoidea. Successe proprio nell’anno in cui l’anime pokémon è entrato nel suo “periodo di crisi”, un beffardo gioco del destino, dato che, stando alle sTakeshinoshasinue dichiarazioni, Shudo non avrebbe mai accettato una serie come quella di Nero & Bianco (per come è stata sviluppata dopo 13 serie, ovviamente). Secondo alcune fonti, infatti, Shudo rimproverava gli sceneggiatori quando sceglievano “la via più facile” per scrivere un episodio o per sviluppare la trama della storia, spronandoli a fare di più. Lo stesso Shudo avrebbe voluto fare di più per la serie ma, per varie ragioni, non aveva piena libertà d’agire. Questo è probabilmente uno dei motivi che lo ha spinto a scrivere le novel. Nei suoi due libri “Pocke2cgc87tt Monsters the Animation vol.1 & vol.2” Shudo ha raccontato ciò che non ha potuto spiegare direttamente negli episodi e ciò che non gli era stato possibile inserire per diverse motivazioni, tra cui la durata dell’anime, (originariamente prevista di un anno e mezzo) e le decisioni di altri scrittori.

Non tutte le sue idee venivano infatti accettate e il suo pensiero era spesso in disaccordo con un produttore molto influente all’epoca, detto Omae-sama.

Omae-sama era maggiormente interessato a rendere Pokémon un successo, al contrario di Shudo che desiderava principalmente creare un anime interessante, di qualità e che fosse apprezzato da tutta la famiglia.

Lo stesso Shudo spiegò: “Sicuramente ho sperato in un successo, ma piuttosto che puntare a questo preferivo che la produzione fosse qualcosa che riterrei interessante e di qualità come anime famigliare. Se di conseguenza l’anime fosse diventato famoso, mi sarei semplicemente sentito felice. Ma non desideravo particolarmente puntare al gran successo.”

Shudo rispettava le direttive di Omae, ma i suoi pareri, che attaccavano direttamente la sceneggiatura di Shudo, gli provocavano spesso parecchi mal di testa.

Inoltre, Shudo aveva l’intenzione di far maturare più velocemente Ash e gli altri protagonisti, ma in seguito è stato deciso che l’anime pokémon sarebbe andato avanti per ancora oltre un decennio, ragion per cui è stato costretto a rallentare la maturazione dei protagonisti, suddividendola in più episodi.

 Valori che Shudo ha voluto inserire nell’anime

 Una delle idee iniziali per la serie era quella di far fronteggiare al protagonista rivali sempre più forti e agguerriti, mentre continuava a perseguire il suo obiettivo. Seguendo questo schema però Shudo notò che il protagonista avrebbe dovuto diventare sempre più forte per tenere testa agli avversari e il concetto di “potere” avrebbe assunto un significato troppo importante. Di conseguenza Shudo, insieme agli altri scrittori, si impegnò affinché fossero altri i valori che sarebbero emersi dalla serie Pokémon. Egli non voleva che il significato che trasparisse dall’anime fosse “ l’importante nella vita è essere un vincente”.

Mentre la serie proseguiva, però, Shudo aveva la sensazione che gli elementi che aveva inizialmente inserito (il target della serie e molti dei valori su cui doveva basarsi) stessero pian piano scomparendo, tolti dagli altri sceneggiatori (come tutti abbiamo notato). Come spiegato dallo stesso Shudo, a causa di ciò i bambini che erano cresciuti con Pokémon avrebbero sicuramente perso interesse per l’anime. Questo ci fa capire che lui teneva davvero tanto all’anime e non sopportava l’idea che non venisse più trattato con la dovuta cura.

Shudo e il Team Rocket

Shudo amava veramente molto il trio del Team Rocket. Lui stesso ha affermato che essi rappresentano uno dei pilastri della serie e che, semplicemente, Pokémon, senza il Team Rocket, non sarebbe Pokémon. Questo è anche il motivo per cui, privlcsnap-error151ma dell’inizio della serie Advanced, Shudo fu costretto a decidere di rimuovere dalla storia Misty al loro posto.

Sono personaggi con una forte autostima, per questo indossano un’ uniforme bianca e non nera come il resto del Team Rocket, per mantenere la loro individualità.

Inoltre essendo personaggi minori rispetto ad Ash e ai suoi amici, aveva più controllo creativo su di loro e ciò gli ha permesso di definire meglio il loro passato e di dargli una profondità psicologica notevole.vlcsnap-error871

Molte delle loro battute inoltre, tranne quelle essenziali, erano improvvisate dai loro energici doppiatori, persino la famosa frase “Che brutta sensazione!”, che recitano ogni volta che vengono spediti in orbita, è stata improvvisata!

Anche il loro motto ha un significato; dopo la parte in cui Jessie dice “ Se ci chiedi questo o quello”, quando il testo inizia a essere ingarbugliato, il significato è “Non siamo semplici membri del Team Rocket… Innanzitutto, siamo Jessie, James e Meowth”.

Misty

Shudo nel suo blog spiega anche che nell’anime non può esserci alcuna relazione amorosa, ciò andrebbe a compromettere la struttura della serie che è basata sul rapporto con creature fantastiche, i Pokémon. Ciò valeva anche per Misty, la quale etumblr_nrvl5ar6jC1uuxlvzo5_1280ra sì, nell’età in cui le ragazze si innamorano, quindi non esclude che sia innamorata di Ash, ma poiché Pokémon non è un anime basato su temi amorosi si è preferito evitare di trattare questo argomento.

Shudo, inoltre, sentiva la mancanza di uno staff di scrittrici femminili all’inizio della serie, perché avrebbero potuto gestire meglio il personaggio di Misty e avrebbero potuto contribuire a una maggiore caratterizzazione del personaggio, covlcsnap-error162sa che Shudo avrebbe voluto risaltare di più.

In generale si sente responsabile di non essere riuscito a renderla più prominente. Nonostante Misty sia stata inizialmente aggiunta per attirare anche un pubblico femminile, Shudo avrebbe voluto rendere più unico il suo carattere.

Per questo, anche se non col risultato che avrebbe sperato, Shudo si è impegnato per rendere ogni battuta pronunciata da lei importante nel secondo film Pokémon.

A proposito di questo film, Shudo ha anche rivelato che inizialmente vi era stata inserita una scena in cui Misty praticava la respirazione bocca a bocca ad Ash, che come tutti sappiamo ad un certo punto del film era privo di conoscenza e non respirava. Tuttavia è stato costretto a rimuovere la scena perché, per i motivi sopra spiegati, questa azione poteva essere confusa con il cosiddetto “Pokéshipping”.

vlcsnap-error880

In sostanza

 Takeshi Shudo era sia uno scrittore che un uomo straordinario, dimostrava di tenere veramente all’anime pokémon, ma purtroppo ci ha lasciati con il rammarico di non aver potuto renderlo esattamente come sperava e di questo ce ne siamo inevitabilmente e amaramente resi conto nei tempi più recenti, in cui la smania degli altri scrittori di spremere sempre più soldi dalla serie ha creato evidenti problemi alla trama del nostro anime preferito. Come già detto, a Shudo premeva che i personaggi maturassero nella storia, perciò qualunque cosa venga detta su Ash per motivi economici, erronei o di ignoranza, ricordate sempre che c’è un DATO DI FATTO: Ash nel passare degli anni e delle serie é OGGETTIVAMENTE maturato e cresciuto (basta confrontare le prime serie a ora per rendersene conto). A Shudo farà sicuramente piacere che noi lo abbiamo notato e per anni abbiamo apprezzato il suo anime anche per questo 🙂

Grazie a Matteo Matteo per le fonti e la fondamentale collaborazione 🙂

Fonti:

Blog ufficiale di Takeshi Shudo

Traduzione in inglese di alcuni post

Video su Takeshi Shudo

 

Pokénerd

About Pokénerd

Nasce in Umbria nel Giugno 1992. Si appassiona all'Anime Pokémon dagli albori in Italia e segue scrupolosamente ogni episodio. Particolarmente esperta sul protagonista Ash Ketchum, si é documentata su tutto ciò che é possibile conoscere su di lui, arrivando così a gestire l'enciclopedia online Satoshipedia.